23 novembre 2013 redazione@ciociaria24.net

Angelino Stella ricostruisce la storia della chiusura dell’ospedale di Ceccano e rilancia: “Riapriamolo!”

Mozione: Al Sindaco/Presidente del C.. Ospedale. Consiglio comunale aperto con Zingaretti. Per anni  tutti hanno taciuto e subito l’arroganza dei Romani che ci chiudevano l’ospedale. Oggi… Meglio tardi che mai! Riapriamo l’ospedale non solo il pronto soccorso.

Finalmente dopo 11 anni di mie specifiche denunce contro la politica romano-centrica  bipartisan, i 4 parlamentari Reg.li ciociari e Storace, si ricordano di Ceccano e presentano una mozione unica per la riapertura del solo pronto soccorso e non dell’ospedale, dopo aver colpevolmente taciuto sulla chiusura, assieme ad altri colleghi in questi ultimi anni. Va sempre così! Dopo che “i buoi sono scappati dal recinto”, arrivano le lacrime di coccodrillo della politica bipartisan. Inoltre mi domando: ma se l’impegno pro pronto soccorso che noto in questi gg., fosse stato profuso contro la Regione a guida Storace, Marrazzo e Polverini, che scavava la fossa al nosocomio giorno dopo giorno, con denunce pubbliche settimanali del sottoscritto per difenderlo, forse avremmo ancora l’ospedale, non solo il P. Soccorso.? Io penso proprio di si! E per capire meglio faccio un paragone.

Quando nel 2011, l’ex sindaco Ciotoli chiamò con 9 anni di colpevole ritardo i ceccanesi a marciare sulla Regione ad ospedale chiuso, assieme ai cittadini di Pontecorvo per difendere i rispettivi ospedali, alla partenza degli autobus si presentarono 22 cittadini di Ceccano e 12 autobus pieni di gente di Pontecorvo decisi ed arrabbiati. 600 persone di Pontecorvo e 22 di Ceccano che conta il doppio degli abitanti. Ancora una volta l’ordinato gregge belante cittadino aveva perso l’occasione per tramutarsi almeno in leoncini.(Sic!)

Ma per non dare spunto a nessuno di fare polemica su quanto contenuto dalla presente mozione occorre ricordare la storia e le responsabilità della chiusura dell’ospedale di Ceccano. Tutto iniziò nel 2002, quando la Regione guidata da Storace individuò 5 poli sanitari provinciali ospedalieri escludendo Ceccano. Solo lo scrivente in consiglio, cercò di bloccare l’insano progetto con mozioni ed interrogazioni che prevedevano la marcia di protesta alla Regione. Appelli pubblici non raccolti dall’ex Sindaco Ciotoli e dalla sonnacchiosa cittadinanza, tanto che per protesta abbandonai definitivamente la maggioranza Ciotoli e passai all’opposizione. Nel 2007 e 2009, la Regione a guida Marrazzo continuò a scavare la fossa all’ospedale declassando lo stesso a Day Surgery con pochi posti letto e il pronto soccorso passò a primo soccorso e fissò per entrambi i servizi la chiusura con il varo del nuovo ospedale di Frosinone.

Nel 2011, la Regione guidata dalla Polverini aprì l’ospedale di Frosinone e piantò la croce sulla fossa scavata da Marrazzo per l’ospedale, decretandone la chiusura, dopo aver dichiarato l’anno prima, in campagna elettorale che non l’avrebbe mai fatto, ottenendo così una montagna di consensi. A seguire, arrivò lo scippo della TAC e delle 2 modernissime sale operatorie smontate e portate in altre sedi. Fu vano il mio appello sulla stampa ed in consiglio a bloccare il trasferimento. Nessun politico locale si fece avanti per non consentire lo scippo. In compenso ci diedero la scuola infermieristica e qualche servizio ambulatoriale che esponenti sinistrorsi e con maggior vigore i destrorsi locali, cercarono di far passare come una grande vittoria per la città. In proposito ricordo le pagine trionfali sui giornali di tali soggetti, che non mossero un dito contro la regione per evitare la chiusura dell’ospedale, in massima parte oggi gli stessi diventati paladini del solo pronto soccorso. Ma i Ceccanesi c’è da giurarci, hanno buona memoria. Non sono fessi.

Contestai da solo lo zuccherino della sola scuola infermieristica, tanto che mi trovai attaccato ingiustamente sulla stampa da docenti e studenti. Adesso ci vogliono somministrare un altro zuccherino: la Casa della Salute. Come previsto, l’ospedale di Frosinone non ha retto all’urto della marea di cittadini arrivati dalla chiusura del comprensorio ospedaliero di Ceccano e il sistema rischia di implodere. In qualità di consigliere chiedo un consiglio comunale aperto, con la presenza del Presidente Zingaretti, dell’assessore  alla sanità e  di tutti i parlamentari locali, avente all’oggetto la riapertura di alcuni reparti ospedalieri con posti letto oltre al pronto soccorso. Si chiede votazione. Oltre al reparto medicina, è necessario ripristinare almeno il day Surgery con ricoveri giornalieri per sottrarre le file all’ospedale di Frosinone e dotare di nuovo il nosocomio di sala operatoria, TAC e di medici anestesisti, oltre a macchine per terapie salvavita e defibrillatori.

Senza queste strutture di supporto, il pronto soccorso non potrà assistere al meglio i malati individuandone in tempo la diagnosi e le urgenti cure con rischi gravi per la salute. Le file al pronto soccorso di Frosinone sono dovute alla mancanza di posti letto nei reparti ospedalieri, tanto da costringere i medici a parcheggiare i malati nei corridoi e non al malfunzionamento dello stesso. Considerato che Frosinone è carente di posti letto, Ceccano potrebbe essere il naturale sfogo per consentire al nosocomio del capoluogo di rientrare nell’ordinaria gestione tra n. malati e n. posti letto. Ma qualcuno sarà così lungimirante di cogliere questo traguardo riaprendo l’ospedale, facendo i fatti e non i  soliti Bla/Bla?. Ahimè, in proposito ho seri dubbi.

Ceccano 23/11/13
Il Consigliere comunale Angelino Stella

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