Asfalto o breccia, non cambia niente. Non perdere un’occasione (di Pietro Alviti)

E’ in corso un intervento di rifacimento della pavimentazione stradale a Ceccano: ci sono gigantesche macchine al lavoro lungo le strade principali del centro cittadino. Abbiamo però trovato asfalto anche sulle stradine più lontane dalla città ma, ci pare, senza alcuna logica  organizzativa: una striscia di asfalto qui, un’altra a cento metri;  a pochissima distanza strade dissestate senza asfalto e strade invece sistemate per bene fino alle pendici del Siserno, pur non avendo alcuno sbocco, se non i calcari della montagna.

Quale logica spinge a questi interventi? Una volta, si faceva la battuta sui “camion di breccia”: si voleva dire che la campagna elettorale si svolgeva a colpi di quintali di stabilizzante che venivano rovesciati davanti alle abitazioni dei probabili elettori, saltando tranquillamente quelle di chi si sapeva non avrebbe votato per l’assessore in carica.

E’ la stessa logica che ha governato l’installazione della pubblica illuminazione: ne sono eloquente testimonianza i punti luce elettorali che costellano le nostre campagne.

Sarebbe bello, trasparente, democratico, giusto sapere se in questo  rifacimento dell’asfalto ci sia un piano degli interventi, con una logica precisa, o ci sia, invece, come nella breccia, il governo degli assessori “ci penso io“.

Potrebbe essere un’occasione per mostrare quel cambiamento tanto atteso. Potrebbe o sarebbe potuta essere?

Fonte http://networkedblogs.com/ADpAQ

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