martedì 29 ottobre 2013 redazione@ceccano24.it

Aumento tariffe Mensa Comune di Ceccano, i genitori non mollano: “Pronti a presentare ricorso al Tar ed un esposto alla Corte dei Conti

Riceviamo e pubblichiamo dall’Avv. Liburdi a nome del comitato genitori di Ceccano. “Il comitato dei genitori delle scuole di Ceccano registra con rammarico la linea dura sposata dal Sindaco Manuela Maliziola sulla vicenda degli aumenti delle tariffe del servizio mensa e scuolabus. Il Sindaco dimostra, a questo punto, di non avere alcun contatto con la realtà, non rendendosi conto che, di fatto ha introdotto una nuova tassa sulla stragrande maggioranza degli utenti, forse per coprire alcuni ammanchi di una gestione fallimentare dei conti comunali da parte della sua amministrazione.

Basta sostare qualche minuto dinanzi agli uffici del V settore per assistere a decine e decine di genitori che lasciano gli sportelli adirati contro un’amministrazione che sta dimostrando di saper mettere solo tasse sui cittadini che lavorano. Inoltre, ad un primo esame della documentazione, emerge che la ormai arcinota Delibera di Giunta n 228 del 15 ottobre u.s., recherebbe dei profili di illegittimità in quanto si basa e fa riferimento ad atti e verbali giuridicamente “inesistenti”. A ciò si aggiunge un chiaro profilo di incostituzionalità di un aumento che genererebbe un lucro in favore dell’Ente, in quanto la Giunta ha  deciso un così consistente aumento in regime di proroga del contratto preesistente, a norma del quale il prezzo del singolo pasto si aggira intorno ai 4,60 Euro.

Ebbene il Sindaco, a prescindere dalle fasce di reddito, avendo deciso “a priori”, prima ancora della pubblicazione del nuovo bando di gara d’appalto, che il prezzo aumenterà a 6 Euro (come base d’asta) dovrebbe spiegare ai cittadini dove vanno a finire i loro soldi e chi lucrerà sugli aumenti. A tal proposito il portavoce del comitato, l’Avv. Rino Liburdi, è categorico: “ Se l’Ente ha deciso di sposare la “linea dura”, i genitori non saranno da meno. Innanzitutto annuncio che già alle elementari i genitori opteranno per la rinuncia al servizio mensa per i giorni di rientro, essendo inaccettabile che il 95% degli utenti paghi un pasto ben 7 Euro! L’amministrazione si rende dunque responsabile di un grave danno all’istituzione scolastica che per l’anno prossimo potrebbe essere costretta a modificare la pianta organica degli insegnanti con perdita di posti di lavoro (meno male che questa sarebbe un’amministrazione che tiene al sociale…).

E’, inoltre, allo studio la possibilità di promuovere sia un Ricorso al TAR per l’annullamento della delibera, sia un Esposto alla Corte dei Conti, per fare chiarezza sulla vicenda e per spiegare ai cittadini quali sono i veri criteri che hanno spinto la Giunta a mettere quella che altro non è che una nuova tassa, che porterà ad un incremento delle entrate. Ci chiediamo: per coprire cosa?”.

IL COMITATO

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