lunedì 6 Agosto 2012

CECCANO: il tempo delle vacche grasse è finito

Il tempo delle vacche grasse nella gestione amministrativa del Comune di Ceccano è ormai giunto alla sua fine. Il bilancio che la nuova amministrazione comunale, guidata dall’Avvocato Manuela Maliziola, dovrà approvare nelle prossime settimane, si appresta a consolidarsi sempre più intorno ad un taglio netto delle spese folli sostenute fino ad ora.

La riprova che nelle casse comunali si sia raschiato il barile e che i bilanci precedenti abbiano mostrato qualcosa di anomalo nella gestione dei fondi pubblici, sta negli anticipi di cassa perpetrati dalle banche a favore dell’Ente, per diversi milioni di euro, sui quali i ceccanesi dovranno pagare anche elevati interessi, ma soprattutto nella presenza, già da diverso tempo, degli ispettori ministeriali a Palazzo Antonelli.

Il personale del Ministero, infatti, in più occasioni negli ultimi mesi, ha frequentato il Palazzo Comunale, prelevando e visionando numerosi fascicoli ed atti amministrativi varati dalla precedente amministrazione, guidata dal Sindaco Antonio Ciotoli, nonché dai dirigenti dei vari settori. Sotto la lente di ingrandimento sarebbero finiti in modo particolare le spese legali, quelle relative alla passata gestione dei servizi sociali, del servizio di smaltimento dei rifiuti e dei lavori pubblici.

L’aspetto economico finanziario dell’Ente è tutt’ora sotto l’attento esame degli ispettori, ma addirittura della Corte dei Conti, che avrebbe aperto diversi fascicoli a carico del Comune di Ceccano, al punto da convocare, presso la capitale, diversi funzionari comunali, al fine di fornire le dovute spiegazioni. La vicenda porta ora alla ribalta l’attenzione su un bilancio comunale che, malgrado le rassicurazioni dell’ex Sindaco Antonio Ciotoli e dell’ex assessore al bilancio del Pd, Giulio Conti, non ha mai goduto di un buon stato di salute.

Così, l’attuale giunta guidata dal Sindaco Manuela Maliziola, si ritrova davanti ad una situazione a dir poco catastrofica, non più mascherabile per via dei numerosi tagli operati dal Governo nazionale e dove, a questo punto, i tagli, specie quelli verso le spese folli e clientelari messe in atto dalle passate amministrazioni, non avranno più ragione di esistere. Con molta probabilità dovranno essere ridimensionati i capitoli di spesa per ogni settore ed in primis per la cultura, che avrà a disposizione annualmente cifre ancora più limitate.

Dovrà essere rivista tutta la situazione degli immobili messi a disposizione dal Comune alle varie associazioni locali, le quali non potranno più beneficiare di concessioni a costo zero, cominciando a pagare anche le dovute spese per i consumi di acqua, corrente elettrica ed utenza telefonica, che dovranno ora essere a loro carico. Si parla addirittura di tagli per l’assistenza domiciliare nei confronti di quelle persone che già godono del sussidio pensionistico da parte del Governo, noto comunemente come “accompagno”, ugualmente fornita dall’Ente, in questi anni, a soli scopi clientelari.

Altro aspetto su cui intervenire sarà quello della raccolta differenziata porta a porta, i cui costi di gestione sembrano essere lievitati di gran lunga rispetto alla previsione, al punto da rendere improbabile il raggiungimento di una quota paritaria tra la spesa sostenuta e le entrate dettate dal pagamento della Tarsu. In consiglio di maggioranza, però, c’è addirittura chi ha avanzato la proposta di tagliare i premi di produttività e di raggiungimento degli obiettivi (questi ultimi mai specificati, come del resto ben evidenziava l’ex consigliere comunale della minoranza, Stefano Gizzi) per i dirigenti comunali responsabili dei vari settori, che ora ammontano a 10mila euro di compensi extra annui.

Si tratta di una proposta certamente propositiva che si contrappone in maniera netta ad un più facile incremento delle tasse e delle tariffe nei confronti dei contribuenti ceccanesi già tartassati dal governo nazionale. Resta da capire solo se la spunterà il coraggio di attuare simili scelte o se, ancora una volta, avrà la meglio la politica dell’interesse clientelare, che deve anzitutto contraccambiare all’aiuto fornito dagli stessi funzionari, alcuni dei quali mobilitatisi in prima persona durante la campagna elettorale, rappresentando dunque una vera e propria casta da tutelare al di sopra di ogni logica.

Antonio Nalli

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