sabato 7 dicembre 2013 redazione@ceccano24.it

CECCANO – POLVERI SOTTILI: INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE ANGELINO STELLA

Interrogazione a risposta scritta/Al sindaco di Ceccano/ ai consiglieri comunali/assessori/segretario comunale/capi settore 3/4/5/6 sede.

Oggetto: Fuori le carte! Industria petrolchimica di Via Monti Lepini ecco la tipologia degli impianti che creano preoccupazione. Risposta del 05/06/13-prot. 11883- alla mia interrogazione a risposta scritta del 25/05/2013, celere ma carente su vari aspetti. Si rinnova richiesta di diritto di accesso agli atti dopo alcuni mesi.

Egregio Sindaco mi secca doverle scrivere di nuovo su un tema come il rispetto dell’ambiente così complesso ed importante per la salute della comunità bombardata dalle infide e pericolose polveri sottili arrivate alle stelle, ma la pazienza si è esaurita. Deve scusarmi se non perdo di vista la conoscenza di aspetti fondamentali per il mio ruolo di consigliere delegato dai cittadini a rappresentarli, abituata com’è dagli altri colleghi di minoranza, pur con tutto il rispetto, “all’opposizione costruttiva”, o da alcune Associazioni locali, che dopo anni di silenzio assordante, stanno copiando di sana pianta tutte le mie battaglie decennali sull’ospedale, sul fiume Sacco, sull’acqua pubblica e la rescissione del contratto con il gestore, sulle PM 10 scoperte improvvisamente nel 2010, solo grazie alle mie denunce sull’inutilità della centralina di misurazione delle PM 10, posta nel parcheggio di Piazzale Europa che non misurava nulla, mentre mi si accusava in consiglio di essere un visionario e che tutto andava bene, sull’ambiente in generale. Sembravano che tutti abitassero su Marte e non avevano e non hanno la benché minima onestà intellettuale di citare e ricordare il mio impegno, più che decennale con la mia associazione, che ha portato a scoprire il pentolone su tanti disastri ambientali, ad iniziare dal beta hch nel fiume Sacco nel 2008 e della successiva immediata mancata messa in sicurezza dei terreni lunghe le sponde, o del percolato(il “succo” che esce dalle discariche) che si smaltiva all’insaputa del consiglio nel depuratore ASI di Colle S.Paolo, o dell’amianto presente a tonnellate presso l’ex Annunziata e altri residui pericolosi chimici presenti, o la discarica di via A. Sante con i miei esposti alle autorità per la vicinanza dei 2 pozzi comunali da cui è uscito diverse volte l’arsenico che è stato bevuto dai cittadini ecc. ecc..

In data 25/05/13 Le chiesi con apposita interrogazione a risposta scritta, di conoscere quali tipi di impianti e tipo di energia venisse prodotta nello stabilimento petrolchimico di via Monti Lepini. In particolare di comprendere se tale energia prodotta venisse usata solo per lo stabilimento in questione o venisse prodotta per altri fini e quali pareri o autorizzazioni ambientali ed urbanistiche per la collocazione dei grandi impianti, erano state rilasciate negli anni passati dal Comune di Ceccano, chiedendo delle stesse copia conforme, comprese le eventuali conferenze di servizio preliminari al rilascio delle autorizzazioni per impianti chimici presumibilmente a rischio ambientale.

La S.V. attraverso una risposta puntuale ma vaga su tanti aspetti della mia richiesta ha certificato che presso il sito industriale esistono questi impianti: 1) IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DELL’IDROGENO;2) IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI VAPORE ED ACQUA CALDA;3) IMPIANTO DI COMPRESSIONE DI ARIA;4)IMPIANTO DI STOCCAGGIO E DISTRIBUZIONE AZOTO LIQUIDO; 5)IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE E STOCCAGGIO OSSIGENO LIQUIDO;6)IMPIANTO DI STOCCAGGIO GAS PROPANO oltre ad altri impianti. Ma non ha indicato  la potenza energetica dei suddetti impianti per stabilire in quale classe di emissioni atmosferiche previste dalle normative sono catalogati. Come vede non c’è da stare sereni, considerato il presunto rischio di alcuni impianti, così concentrati in un solo sito.

Nella sua risposta, Ella afferma,che agli atti comunali non risultano richieste ne tantomeno autorizzazioni per usi diversi delle varie energie prodotte in loco. E’ chiaro che su quest’aspetto solo l’azienda può certificare l’uso e la destinazione delle energie prodotte  ed Ella aveva l’obbligo di richiedere per iscritto apposito quesito alla stessa per poter evadere la sua risposta all’interrogazione. Ma lo scrivente le ha chiesto anche di conoscere quali autorizzazioni risultano negli uffici competenti comunali di natura ambientale ed urbanistica relativa agli impianti di produzione energia collocati nei capannoni aziendali e quali autorizzazioni fossero arrivate per conoscenza al comune dagli enti ministeriali, regionali e provinciali preposti al loro rilascio, atteso che si produce e si usa energia catalogata a rischio secondo gli standard degli elementi chimici prodotti e quindi, si può desumere, che il comune non poteva esserne assolutamente escluso preventivamente, prima del rilascio definitivo. Praticamente gradirei conoscere quali informazioni sono state prodotte al comune dall’azienda prima della collocazione di una siffatta impiantisca complessa e a presunto rischio ambientale nel corso degli anni e dove si trova tale documentazione. In quale ufficio del comune posso andare a visionare i carteggi relativi?

Le ricordo che nel 1985 presso l’ex opificio Annunziata Spa, venne costruito e collocato un impianto per la produzione dell’idrogeno e vendita all’esterno e di altre energie, che provocò un inchiesta penale solo perché un pendolare, preoccupato come tanti altri cittadini, che aspettava il treno nella stazione posta di fronte, vide uscire del denso fumo e denunciò il fatto all’allora Pretore di Ceccano che aprì un’inchiesta inviando un avviso di reato al sindaco dell’epoca per il parere positivo espresso dal comune alla sua installazione. Mi ricordo che il sindaco non bloccò l’insediamento dove lavoravano 200 persone, perché in possesso di una montagna di documentazione come Comune, di articolate autorizzazioni ministeriali, regionali, provinciali o di enti nazionali preposti all’infiammabilità ed esplosività che garantivano la sicurezza dei cittadini e venne nei mesi successivi prosciolto dall’accusa.

Non avendo avuta la certificazione richiesta dalla S.V. in proposito si può desumere, ma spero vivamente di sbagliarmi, che presso i nostri uffici non si trovi la documentazione relativa ai 6 tipi di impianti di produzione energia alcuni catalogati a presunto rischio sia per la sicurezza dei lavoratori che per l’ambiente? Beh! Se questa è la realtà, ma ripeto, spero di sbagliarmi, Ella ha l’obbligo di certificare allo scrivente tale evenienza e di relazionare il consiglio.  Vede, la mia non è una lotta preventiva contro la produzione industriale ed i lavoratori. L’azienda se ha avuto tali autorizzazioni per gli impianti dagli enti preposti è perchè ha dimostrato, si presume, di poter neutralizzare  gli eventuali pericoli  che potrebbero derivare dagli stessi.

La mia, è sia una richiesta di trasparenza amministrativa, urbanistica ed ambientale per la verifica dei procedimenti adottati con il comune, come quando vanno i Vigili Urbani, ad accertare se la casa costruita in economia dal poveraccio di turno sia o meno conforme al progetto urbanistico o si sposti di qualche cm con le relative conseguenze,(è stato sempre più facile prendersela con i deboli), che una richiesta di conoscenza definitiva circa i presunti rischi ambientali per la comunità derivanti da talune lavorazioni industriali.

Credo che tutti voi Consiglieri e la S.V. possono cliccare su internet e chiedere a cosa servono tali impianti ed i presunti rischi ambientali eventuali per la popolazione e per i lavoratori. Non vi devo insegnare io la pericolosità del gas propano, o dell’ossido d’azoto prodotto dall’impianto di compressione ad aria ed immesso in atmosfera, o che l’impianto per la produzione di vapore acqueo, H2o non è ecocompatibile perché è un potente gas serra(più potente della Co2) e nella combustione sono presenti ossidi di zolfo ed ossidi di azoto e rimane in atmosfera per 8 giorni. Ma la produzione di quest’ultimo impianto è giornaliera? Se la risposta sarà si, si presume che permane sempre in aria sulle nostre teste? Ecco su questo ed altro occorrono risposte che solo una commissione d’inchiesta ambientale indipendente guidata dal CNR può certificare avendo in dotazione macchinari di ultima generazione, sicuramente non in possesso degli uffici preposti ai controlli locali. Commissione richiesta invano dallo scrivente perché sempre bocciata dai suoi sodali in passato e lungi dall’essere varata dalla sua Giunta comunale. E mi fermo qui per non essere accusato in modo strumentale e fazioso di allarmismo dai professionisti dell’ecologia. Io faccio solo il mio dovere di consigliere fino in fondo e chiedo di conoscere come stanno le questioni fino in fondo e non voglio far chiudere alcuna azienda come messo in giro dall’idiota di turno. Ma voglio risposte  certe in nome della comunità che rappresento.

Tutto ciò premesso mi auguro che in nome della trasparenza degli atti amministrativi, si tirino fuori tutte le carte ambientali ed urbanistiche riguardanti gli impianti summenzionati in possesso degli uffici comunali, redigendo apposito elenco. Se non si trovano, Ella ha l’obbligo di farseli dare dall’azienda in nome della trasparenza sugli atti amministrativi di interesse generale, come in questo caso, con annessi i risultati dei controlli sulle emissioni atmosferiche sugli impianti suindicati derivanti dagli accertamenti eseguiti da parte degli uffici preposti dallo Stato e delle relative prescrizioni, poi da comparare con i dati della commissione d’inchiesta indipendente, come ripeto lungi da venire. Come sarebbe possibile solo provare a giustificare che presso il comune ad es., per l’impianto all’idrogeno, non sono agli atti le carte ed i pareri preventivi, necessarie all’installazione dello stesso, come avvenne per l’ex Annunziata?

Confido nella S.V., che comunque ringrazio per aver elencato gli impianti presenti sul sito industriale, che almeno a differenza del suo predecessore che non rispondeva mai o quasi alle mie interrogazioni,ha avuto coraggio, provi almeno a rimanere nel limbo della legalità statutaria e regolamentare comunale. Ma questo volta si richiedono risposte esaustive ai tanti quesiti proposti e non vaghe affermazioni di circostanza. Nel caso ciò non avvenisse inoltrerò, scaduti i 10 gg., apposita diffida alla S.V., prima di rivolgermi alle autorità competenti per mancato diritto di accesso ai sensi della l. 241/90 e successive normative.

P. S. Ma chi me lo fa fare a fare tali battaglie civili, considerato l’ordinato gregge belante cittadino, che tutto accetta senza fiatare? La risposta si perde nel vento!

Ceccano  06 /12/2013
Il consigliere Comunale Angelino Stella

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