Ceccano: tanti candidati a Sindaco ed un solo, già noto, perdente

Chi segue con attenzione la politica locale e conosce bene le dinamiche dei fatti susseguitisi negli ultimi anni, sa bene che quello che sto per scrivere, non è un attacco personale nei confronti di qualcuno in modo particolare (anche perché chi attacca per il solo gusto di farlo, si risparmia dal dare consigli costruttivi), ma una semplice analisi politica, che tenta di mostrare allo specchio, a quanti ancora non sono in grado di vederla, la pura realtà dei fatti. Le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale di Ceccano, di cui ci apprestiamo ad entrare sempre più nel vivo della loro competizione, saranno ricordate certamente per il numero dei candidati a Sindaco, ma anche perché, in partenza, uno di essi è già dato per spacciato. L’unico che non ha alcuna possibilità e sul quale nemmeno i bookmakers inglesi aprirebbero le scommesse, poiché risulterebbe un vero e proprio furto a danno dei giocatori. Il suo nome è Massimo Ruspandini. Qualora dovesse avere la fortuna di approdare al ballottaggio, turno dato ormai per scontato, vista la difficoltà per tutti i candidati di raggiungere i numeri e le percentuali necessarie per vincere al primo colpo, Massimo Ruspandini ne uscirebbe già sconfitto, indipendentemente dal suo “contendente”. Perderebbe, infatti, in un possibile ballottaggio con Angelino Stella, poiché quest’ultimo riuscirebbe ad attirare intorno a se, tutte le preferenze del centro sinistra, le quali vedrebbero in Stella non solo “un male minore”, ma anche una maggiore garanzia di lealtà sulla parola data. Stessa cosa potrebbe verificarsi nell’eventualità di un ballottaggio tra Massimo Ruspandini ed un candidato del centro sinistra, non solo perché il centro sinistra, fino ad ora diviso, si compatterebbero, ma anche perché gli elettori di Angelino Stella, userebbero questo pretesto per fargli pagare caro il prezzo del tradimento perpetrato in questi ultimi mesi. La candidatura a Sindaco di Massimo Ruspandini, per altro autocelebrata ed auto incensata, anche attraverso forme di comunicazione a pagamento, rappresenta soltanto l’ennesima scelta sbagliata soprattutto da parte del Pdl, dove un manipolo di persone crede di poter gestire questa realtà politica, come fosse di sua esclusiva proprietà e non di quanti vi si riconoscano e ritengano di farne parte. Il Pdl a Ceccano, al di fuori di qualche “portaborse”, non è stato in grado di nominare un direttivo sezionale, un coordinatore del circolo cittadino. Non è stato in grado di eleggere nessuna figura autorevole e di spicco, capace di interpretare per voce del partito le problematiche dei cittadini, gli intenti programmatici dello stesso, l’aria di rinnovamento di cui questa città ha urgente bisogno. Il Pdl, al contrario, è finito per diventare il circolo vizioso dell’assessore Massimo Ruspandini e di qualche suo altro fidato scudiero che cerca di racimolare le briciole della sua ingordigia. Un circolo vizioso nel quale si sono svolte riunioni chiuse, non solo agli iscritti al partito, ma addirittura ai suoi referenti politici in consiglio comunale, poiché a Ceccano non basta avere la tessera del Popolo della Libertà, ma occorre prostrarsi con carità devozionale ad una figura politica che sa tutt’altro di santità e che, ancora una volta, con i suoi capricci infantili, è stata capace di distruggere in maniera irreparabile, il sogno di una coalizione politica e di una generazione nuova di cittadini che a Ceccano non ha mai vinto e che desiderava e desidera ancora farlo, non per dimostrare di essere numericamente più forte del suo avversario, ma per dare atto alla popolazione di essere in grado di sapere garantire una maggiore trasparenza, capacità, innovazione, sicurezza e sostegno sociale. Per questo, invito pubblicamente l’assessore provinciale Massimo Ruspandini a ritirare ufficialmente la sua candidatura a Sindaco, come segno di vero amore ed interesse per Ceccano. Ruspandini, del resto, non ha più cartucce da poter utilizzare: dopo aver sparato affrettatamente quelle firmate Fiorella Tiberia, Rino Liburdi ed Alessandro Savoni, non vi sarà nessun altro colpo che incuterà timore agli avversari, visto che nessuno sarà più disposto a salpare su di una nave che sta per colare a picco. Cominciano a fiutarne il sentore alcuni dei neo-arrivati, che cercano ora delle vie di fuga; e ne è ben consapevole lui, che, in queste ultime ore, è stato costretto addirittura ad inginocchiarsi a quello che fino a poco fa si dichiarava pubblicamente un suo acerrimo “avversario”: il consigliere comunale Stefano Gizzi. Se il ritiro dell’assessore provinciale Massimo Ruspandini non dovesse concretizzarsi, la sua figura, politica ed istituzionale, si appresterebbe a vivere soltanto gli ultimi giorni di vita, fino a svanire definitivamente nell’atto dello scrutinio elettorale, circostanza quest’ultima, che decreterà, in maniera definitiva, una “morte politica” dalla quale lo stesso Ruspandini non resusciterà più.

Antonio Nalli

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