CGIL SLC. La situazione del Centro di Recapito di Ceccano ci indigna

La situazione del Centro di Recapito di Ceccano ci rammarica e ci indigna. Ci rammarica il fatto di non aver potuto fare di più di quel che abbiamo fatto. Ci indigna la modalità in cui si è svolta tutta la faccenda. Nel trasferimento del centro ci siamo trovati di fronte un’azienda che prima ha promesso la concessione di un tavolo tecnico per definire le modalità e le ricadute in termini di qualità della vita lavorativa dei dipendenti  interessati , per poi nel giro di pochi minuti asserire che “la riorganizzazione è dell’azienda e che questa ha già svolto le valutazioni e le parametrizzazioni connesse all’attività del centro”. Dal canto loro le altre OOSS si sono mostrate incuranti dei disagi che si sono venuti inevitabilmente a creare per i lavoratori. Siamo arrivati all’assurdo quando nell’ambito di un conflitto di lavoro l’azienda stessa ha richiamato alle proprie responsabilità le OOSS, riconoscendo che le azioni da realizzare meritavano passaggi sindacali diversi dalla semplice informativa, ma alle convocazioni ritualmente effettuate non è stato possibile dare seguito perché  CISL, UIL, UGL e SAILP in quelle occasioni si sono trinceate dietro la richiesta di tavoli separati.

La SLC CGIL ha tentato tutte le strade possibili e praticabili, da ultimo la nostra RSU si è fatta promotrice di un’iniziativa che ha visto coinvolte tutte le RSU della Filiale invitate ad aprire un conflitto di lavoro territoriale, ma la risposta non c’è stata. Abbiamo lasciato i lavoratori privi di tutele: nessuno ha comunicato loro i nuovi orari che si uniformeranno a quelli di Frosinone, nessuno ha detto loro in che modo dovrà variare il percorso, soprattutto tre dipendenti alla cui zona di servizio è attribuito un motorino, dovranno ogni mattina sperare nel passaggio che il collega con l’auto gli fornirà. Questi sono solo alcuni degli argomenti più attinenti alla quotidianità che andavano affrontati in un tavolo tecnico territoriale, ma che azienda e sindacati amici si sono sottratti dal farlo.

Abbiamo assistito ad un trasloco lampo, privo di ogni benché minima tutela per la sicurezza dei lavoratori di Poste, che si sono visti intralciare il proprio lavoro dalla ditta chiamata ad effettuare il trasloco: operai senza dispositivi di protezione e sicurezza. La fretta di procedere non ha concesso ai dipendenti di Ceccano neanche la possibilità di organizzarsi, dovendo questi iniziare la giornata lavorativa a Ceccano e finirla a Frosinone; nessuno si è posto neanche il problema di come avrebbero fatto a recuperare i propri mezzi lasciati la mattina in un’altra città.

Inizieremo a questo punto a monitorare la situazione giorno per giorno, ponendo particolare attenzione alle normative ed agli accordi che andranno applicati. Impegnandoci a fornire massima assistenza a tutti i lavoratori, per quanto di nostra competenza.

La Segreteria

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