giovedì 12 aprile 2012

Chi sono questi imprenditori “esterni” che dovrebbero investire i propri capitali a Ceccano? Ruspandini chiarisca presto…(di Antonio Nalli)

Sono inquietato e non lo nascondo pubblicamente, per le parole pronunciate nel corso del dibattito televisivo andato in onda nella serata di martedì 10 aprile, dal candidato a Sindaco di Ceccano, Massimo Ruspandini.

Non è la prima volta che lo sento parlare di riqualificazione di aree degradate della città, come quella dell’ex stabilimento Annunziata, dell’ospedale mai completato di via Morolense e dell’ex ospedale di via Roma. Si tratta di interventi che tutti vorrebbero compiere concretamente nei propri anni di governo amministrativo, quello che però inquieta da parte del Ruspandini è il ricorso che lo stesso fa costantemente agli investimenti di imprenditori esterni.

Per tale motivo domando: chi sarebbero costoro? Perché esterni e non del nostro territorio? Quali imprenditori esterni possono permettersi di investire somme di denaro così alte per riqualificare tali aree?

Se c’è una critica che ho sollevato più volte e che continuo a sollevare pubblicamente nei confronti dell’amministrazione comunale uscente, guidata dal Sindaco Antonio Ciotoli, è stato l’incremento indiscriminato sul territorio di interventi di cementificazione privi di idonea pianificazione urbanistica, ad opera per altro di ditte non originarie della nostra Terra ed estranee alla nostra provincia. Decine di cantieri, dunque, aperti nel giro di pochi anni, che non hanno visto impegnata manovalanza locale e dato respiro ai nostri imprenditori.

Mi pare di capire dalle parole dell’assessore provinciale, che lo stesso voglia proseguire nelle modalità che si sono contraddistinte in questi anni di governo del Sindaco Antonio Ciotoli, ovvero cementificazione selvaggia, anche in aree che per altro necessitano di immediate e costose bonifiche, ed imprese esterne.

Il discorso azzardato dal candidato a Sindaco Massimo Ruspandini, per altro, è molto pericoloso, poiché può innescare l’interesse della malavita organizzata (quella che fa affari in colletto bianco), al punto da riversare sul nostro territorio, investimenti importanti a scopo di riciclare enormi quantitativi di denaro.

Invito Massimo Ruspandini a spiegare bene cosa intende fare, a precisare il perché del ricorso agli imprenditori esterni, a danno delle ditte locali, e soprattutto a spiegare come si mobiliterà affinché, in caso di una sua vittoria, tali operazioni possano avvenire in assoluta trasparenza e con il massimo controllo, specie per quanto riguarda il problema delle pericolose  infiltrazioni malavitose, le quali specie nei settori edili e della riqualificazione urbanistica, hanno sempre dimostrato un certo interesse.

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