lunedì 2 dicembre 2013 redazione@ceccano24.it

“Gli Amici della Costituzione” di Ceccano scendono in campo per difendere la “Carta”

“Gli Amici della Costituzione” di Ceccano intendono accogliere l’appello lanciato da Rodotà, Zagrebelsky, Carlassare, Landini e Don Ciotti e unirsi al grande movimento di lotta che si sta schierando in tutta Italia a difesa della Costituzione. Dopo il risultato del referendum popolare del 2006 che impedì di mettere tutto il potere nelle mani di un “Premier assoluto”, è ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, rinviando di mesi la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale.

Nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d’informazione in Parlamento c’è chi vuole manomettere l’articolo 138, che farebbe saltare la “valvola di sicurezza” pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione. Chiediamo di restituire al Parlamento e ai parlamentari il ruolo loro spettante nel processo di revisione della nostra Carta costituzionale. Il Governo non può avere un potere emendativo privilegiato mentre i singoli parlamentari non potrebbero sub-emendare le proposte del Governo o del Comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare propri emendamenti, le deroghe previste ai Regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e comprimono l’autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento.

Chiediamo ancora che i cittadini possano liberamente esprimere il loro voto su progetti di revisione chiari, ben definiti e omogenei nel loro contenuto. E’ inaccettabile l’indicazione generica di sottoporre a revisione oltre 69 articoli della Costituzione. Potrebbe uscirne stravolto l’intero impianto costituzionale. Non si tratta di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta fondamentale non consentita dalla Costituzione, aperta all’arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari. Infatti nell’esprimere il voto in seconda lettura del provvedimento di modifica dell’articolo 138, è necessario considerare che che la maggioranza parlamentare dei due terzi dei componenti le Camere per evitare il referendum confermativo, in ragione di una legge elettorale che distorce gravemente e incostituzionalmente la rappresentanza popolare, non coincide con la realtà politica del corpo elettorale del nostro Paese.

Rispettare questa realtà, vuol dire esprimere in Parlamento un voto che consenta l’indizione di un referendum confermativo sulla revisione dell’articolo 138. PER CHI VOLESSE SU FIRMIAMO.IT SI PUO’ FIRMARE LA PETIZIONE. FATELO! IN TANTI!

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