Il candidato Giovanni Proietta: proposta di riforma del sistema “Cultura” ceccanese

Politici di entrambi gli schieramenti sono stati incapaci di gestire il mondo dell’associazionismo culturale ceccanese, è un dato di fatto. Un manifesto in piazza Municipio due volte l’anno per annunciare una stagione estiva ed una invernale non è gestire la cultura. L’assessorato alla Cultura, il servizio forse più nobile che si possa rendere alla vita politica del proprio paese, è stato vissuto per troppo tempo come una maledizione politica, affidato e vissuto come una carica insignificante quando una visione diversa di quel ruolo avrebbe permesso ben altri risultati. Il mondo della cultura ha dovuto elemosinare l’aiuto del Comune che, sbuffando, ha concesso qua e là un fantomatico patrocinio. Quando manca una visione d’insieme, un’idea gestionale solida alle spalle dell’attività comunque fruttuosa dei molti soggetti in campo, è inevitabile che i pochi soldi investiti sporadicamente perdano di senso. Non mi sono meravigliato leggendo di una certa posizione del Comune di Ceccano nei confronti del Corteo Storico, ad esempio, perché figlia dell’idea che gli interessi culturali non portino voti e non diano da mangiare. Il teatro Antares, un altro esempio della gestione latitante di questi anni, giace defunto come a testimoniare l’incapacità di una politica che si rende utile solo quando si sente il profumo del denaro, come un fuoco d’artificio che ha smesso di ardere.

E’ necessaria una riforma del sistema “Cultura” ceccanese, tramite un tavolo delle associazioni attive sul territorio (non parliamo di fantasmi che servono solo a raccattare soldi pubblici) cui sia attribuita una quota fissa di finanziamenti per realizzare eventi, manifestazioni che ad oggi vengono portate avanti con mezzi di fortuna dalla caparbietà di qualche solitario. Il tutto avverrà in maniera trasparente, con bilanci pubblici e chiari criteri di accesso (anni di attività, progetti all’attivo ecc.). Ogni anno i bilanci comunali ci parlano di cifre milionarie eppure quella minima parte di denaro pubblico che basterebbe a far funzionare in maniera organica la normale vita culturale di una città di quasi 25000 abitanti sembra un peso insormontabile.

La soluzione auspicata dalle alte parti politiche va dagli spot senza contenuti alla promessa di sostituire al posto dei soliti noti i propri sodali, creando un clientelismo a parti invertite. Fidarsi delle promesse di qualche nome blasonato non risolverà il problema, servirà solo ad alimentare questa vecchissima nuova politica di cui tutti, nessuno escluso, sembrano vantarsi. Chiederanno il voto utile, vi diranno di diffidare da una forza debole come la nostra, ma non potranno mai contestare il potere delle nostre idee, le stesse idee di quei cittadini che per anni hanno loro permesso di esistere politicamente senza rendersi conto delle opinioni degli elettori, sin dal giorno dopo le elezioni. Militando in un gruppo musicale, avendo la possibilità di conoscere i molti lati del fermento artistico attivo nella nostra cittadina, capisco la necessità di un’inversione di tendenza rispetto al dimenticatoio in cui è stata relegata l’arte e la cultura. Attività che arricchiscono il tessuto sociale e permettono di ampliare la fetta di occasioni alla portata della comunità, cercando di volare oltre questa politica asfissiante, noioso e sempre uguale, portata avanti dai soliti volti delle solite idee. Vogliamo girare pagina e avere il coraggio di guardare a un futuro brillante e ricco di possibilità, questa è forse l’unica cosa che vi promettiamo.

Giovanni Proietta

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