sabato 11 febbraio 2012

Il Palazzetto dimenticato

L’eccezionale nevicata che si è abbattuta su tutta la ciociaria ha colto tutti di sorpresa. Impreparati nel gestire un evento di così eccezionale portata, gli addetti ai lavori hanno dimostrato tutti i loro limiti nell’affrontare l’emergenza: Prefettura, sindaci, enti gestori dell’energia elettrica e dell’acqua dopo le prime precipitazioni nevose hanno arrancato non poco per ripristinare le criticità sopravvenute. Alberi abbattuti, linee elettriche danneggiate, intere famiglie senza energia elettrica e riscaldamenti per diversi giorni, assalto ai pochi supermercati aperti per l’approvvigionamento di alimenti, e crolli di capannoni sovraccarichi di neve sono le uniche notizie che ci sono arrivate in questi giorni di “inferno”.

Una delle grandi anomalie in tutto questo contesto apocalittico ci è giunta dal crollo della copertura del palazzetto dello sport di Ceccano intitolato al ceccanese, mitico campione di boxe, Domenico Tiberia. Imploso su se stesso e praticamente distrutto sotto il peso di pochi centimetri di neve, la struttura fiore all’occhiello della città di Ceccano ha gettato sconforto tra i cittadini che, in molti, non riescono a spiegarsi come sia potuto accadere. Una struttura recente, costata molto denaro pubblico e “messa a norma” ultimamente con 360.000 euro come è potuta venire giù come un castello di sabbia? Di chi sono le responsabilità di eventuali anomalie nella costruzione e progettazione? Chi ha controllato e collaudato la struttura prima della sua messa in funzione? Cosa sarebbe potuto succedere se in un ipotetico piano di emergenza se migliaia di cittadini venivano raccolti presso la struttura? Quello che lascia ancora più perplessi è il silenzio che è calato su tutta la vicenda da parte del sindaco Ciotoli. D’accordo che mettere in sicurezza decine di famiglie ha la priorità assoluta su qualsiasi questione, ma glissare su un evento che ci ha resi unici in tutta la provincia se non in tutta Italia è davvero grave. Vorrei ricordare ai lettori che altre città che hanno strutture simili al nostro ex-palazzetto non hanno subito alcun danno pur essendo ubicati territorialmente in posizioni più svantaggiate del nostro: Veroli (alle pendici di una montagna), Alatri, Anagni (parte alta della città) ancora sono perfettamente funzionanti.

I ceccanesi esigono risposte certe, non accettano che vengano resi orfani di una struttura così importante per i giovani, nell’omertà più assoluta.

Domenico Maura

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