Il potere tricefalo di Manuela Maliziola

Abbiamo una coalizione vincente, abbiamo un sindaco e bene o male conosciamo chi siederà in consiglio comunale. E ora? Per quanto il potere cementi e crei solidarietà non siamo del tutto sicuri che avere una solida maggioranza significhi per forza di cose essere in grado di governare. Manuela Maliziola è stata eletta sindaco, spesso il suo nome è stato accostato a quello di Antonio Ciotoli, come se lei fosse il suo delfino, la continuità con il passato (spesso lo ha ribadito sui pamphlet elettorali, in interviste e comizi). Ma siamo sicuri che la delfina non si riveli un’orca assassina? Le debolezze insite nella coalizione che governerà Ceccano sono almeno due.

La prima debolezza è addebitabile alla figura fuori dal coro di Manuela Maliziola in una coalizione di giovanili vecchi della politica. Fin dall’inizio apparsa debole politicamente, ha avuto la fortuna di trovare come avversario al ballottaggio il povero Massimo Ruspandini. È doverosa a questo punto una parentesi sulla figura dello sfidante. Seppur giovane e rampante, di batoste ne ha subite già parecchie; le ha provate tutte per vincere: è venuto meno ad accordi pre-elettorali ed ha urlato frasi irripetibili ai comizi, ma la colpa per certi versi non è del tutto sua. Molte delle colpe potrebbero ricadere su alcuni discutibili “amici” ed “alleati”, per non parlare della campagna di “marketing” elettorale. Le iniziative prese sono quantomeno discutibili: un bracciale o una maglia gialla, una macchina aerografata e un numero imprecisato di comitati elettorali, cene elettorali e fuochi artificiali (in un periodo economicamente poco felice) non rappresentano il modello ideale per “vendere” svolte e cambiamenti. Senza dubbio alcune strategie sono utili, ma per lanciare prodotti da vendere. La fiducia delle persone si può comprare con il vile denaro, ma non si può proporre a tutti come prodotto. La politica, per fortuna, non è totalmente una merce e in un mondo interconnesso si può prendere in giro una persona per tantissimo tempo, una massa di persone per un po’ di tempo, ma non si possono prendere in giro tutti per sempre. Il marketing è l’arte di vendere prodotti, non l’arte di vendere promesse. Le promesse di Massimo sono state troppe e sconclusionate. Gli elettori lo hanno punito.

Ma torniamo a Manuela Maliziola; dicevamo che la sua figura poteva sembrare debole, ma che potrebbe riservare sorprese. Lei ha detto che la situazione sta cambiando e cambierà. Però buona parte delle persone che siederanno in consiglio comunale sono le stesse che leggiamo da tempo quasi immemore. Possiamo anche fare lo sforzo di credere alla versione dei fatti e alla buona fede della Maliziola, ma quando i grandi vecchi chiederanno conto dei propri voti e delle proprie “competenze” maturate con l’esperienza, cosa risponderà Manuela? Con loro non credo funzionerà la storia della “politica partecipata”, non ha funzionato in Francia con Segolene Royale, può funzionare a Ceccano?

In buona sostanza la figura di Manuela Maliziola ha simboleggiato la voglia di rinnovamento, ma sotto la protezione di quelli che sono nomi immutabili, scolpiti nel tempo. Potrebbe essere un problema insuperabile per una buona amministrazione.

Il secondo problema facilmente rilevabile e già citato e trattato è la coalizione a supporto di Manuela Maliziola e nelle figure presenti all’opposizione. Tutti noi abbiamo una copia del programma elettorale della Maliziola e si capisce bene che tante di quelle promesse sono destinate a rimanere tali. Potrebbe essere che ciò avverrà non per demeriti della Maliziola, ma per impossibilità sopravvenuta. L’impossibilità sopravvenuta non necessariamente sarà dovuta alle precarie condizioni di salute delle casse comunali o delle infrastrutture comunali, potrebbe sorgere un problema tutto interno. Non è pensabile che tutte le persone rielette in consiglio comunale vogliano abdicare anche solo ad una parte del proprio potere, del proprio orticello fatto crescere al costo di tanti sforzi. C’è però un problema fondamentale, il compito di ogni amministrazione municipale dovrebbe essere quello di curare l’interesse della collettività, non quello delle fazioni (come puntualmente accade e non solo nelle amministrazioni comunali).

Vi riportiamo semplicemente i nomi degli eletti. Per la maggioranza: Giovanni Montoni, Pietro D’Annibale, Antonio Zaccini (Insieme per Ceccano); Angelo Ciotoli, Pasquale Casalese, Filippo Carlini (PSI); Umberto Terenzi (PRC); Antonello Ciotoli (Impegno Comune); Mario Spinelli (Lista Maliziola); Angelo Di Mario (SEL). Per l’opposizione: Massimo Ruspandini, Roberto Caligiore (PDL); Camillo Ciotoli (Lista Ruspandini); Angelino Stella, Antonio Aversa (Per la Gente); Maurizio Cerroni (PD).

Per cambiamento intendiamo esattamente il contrario di questo. Adesso aspettiamo ed osserviamo dalla finestra degli uffici comunali come eserciteranno questo potere tricefalo. Diciamo tricefalo perché osservando bene vediamo una forza creatrice, una forza conservatrice e la possibile distruzione. La Maliziola può rappresentare una di queste tre facce.

  • Potrebbe essere creazione, se agisse effettivamente in una direzione nuova e inesplorata.
  • Potrebbe essere conservazione, se il consiglio comunale e chi vi siede prendesse il sopravvento.
  • Potrebbe essere distruzione, se utilizzasse al meglio gli ampi poteri di cui gode il sindaco.

La maggioranza della Maliziola è un fritto misto, una pentola a pressione pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Però è composta da gente abituata a situazioni interne difficili, bisognerà vedere come reagiranno alle sollecitazioni esterne, che probabilmente saranno sempre più forti e insopportabili.

Ceccano2012 – Idee in Movimento

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