lunedì 4 novembre 2013 redazione@ceccano24.it

Interrogazione del consigliere Angelino Stella: “Ecco perché a Ceccano è aumentata la tassa sui rifiuti”

Mozione/Al sindaco/presidente del Consiglio –Ceccano

Oggetto: appalto raccolta differenziata:clamorosa risposta del comune ad uno dei miei 13 quesiti, che genera altri dubbi ed interrogativi. Ecco perché invece di diminuire la tassa sui rifiuti, così come avvenuto in ogni parte di Italia con la differenziata, a Ceccano è aumentata del 30%.

Sig. Sindaco, Sig. Presidente del Consiglio Antonello Ciotoli(ex assessore alla N.U. e promotore della privatizzazione della differenziata), con la risposta pur parziale, alla mia richiesta di accesso agli atti comunali, è ancora più urgente capire perché è stata appaltata al privato la raccolta rifiuti invece di mantenerla pubblica con costi molto più ridotti per le tasche dei cittadini. I 13 quesiti posti riguardavano tra l’altro, il perché della scelta di terremotare il bilancio comunale con l’assunzione 33 operai Lsu per potenziare il servizio N.U. per poi appaltarlo al privato creando così un doppio costo insostenibile. L’inverosimile aumento delle mense comunali ne sono già l’effetto più nefasto.

Parliamo di oltre 12 milioni di euro in 10 anni di cui la metà poteva essere risparmiata impiegando gli Lsu alla N.U.. Avevo chiesto tra l’altro: la quantità dei rifiuti raccolti, in quali discariche va a finire l’indifferenziata e dove vengono venduti e stoccati i rifiuti riciclabili e se per tale vendita il capitolato di appalto prevede un introito per le casse del comune o va tutto in tasca al privato(ottenuta la fragorosa risposta)e a quanto ammonta annualmente il ricavato di tale vendita(nessuna risposta). Inoltre chiedevo perché non è stato portato mai in consiglio comunale la decisione di privatizzare la differenziata, ma discussa tra pochi intimi di maggioranza a porte chiuse(nessuna risposta).O ancora:quanto sarebbe costato l’appalto se fosse rimasto di competenza comunale(nessuna risposta) e se risulta a verità che il costo della gestione pubblica sarebbe stato inferiore di almeno 1 milione di euro rispetto al costo complessivo dell’appalto pari a quasi 12 milioni di euro in 5 anni(risposta neanche a parlarne). Andiamo per gradi. La risposta più sconcertante è quella che nelle casse del comune non arriva alcun introito dalla vendita delle frazioni riciclabili dei rifiuti.

Quindi l’unico modo che aveva il comune per bilanciare i costi del servizio e scaricarli sulle tasche dei cittadini diminuendo la bolletta è stata elusa da una scelta contabile ambigua e fuori da ogni logica politica e sociale. Ma facciamo anche un po’ di conti dai dati ricevuti per scoprire il puzzle economico di tutta la vicenda. Nell’anno 2012 sono stati raccolti rifiuti così distinti per Tonnellate: indifferenziata 2.639-umido 1.593- plastica 556-vetro 718-carta 709-legno 57-metalli vari 131- seguite da altre voci minori per complessive 6.508 ton. La percentuale di differenziata è tra il 62% ed il 65%  dei rifiuti raccolti. Umido e indifferenziata vengono smaltiti presso l’impianto SAF di Colfelice, il resto dei rifiuti vengono smaltiti dal gestore dell’appalto presso due consorzi nazionali per il riciclaggio rifiuti. Da un’indagine fatta dallo scrivente anche su internet, l’ANCI(ass. Nazionale dei comuni) ha stipulato un accordo con il consorzio nazionale imballaggi(Conai) che fissa il costo a tonnellata dei rifiuti da riciclare. Da un rapido calcolo di tali tariffe del 2013, si evince che la carta viene pagata 32 euro a T.,  presunto ricavo per i dati comunali del 2012 oltre 39.000 euro- la plastica 291 euro a T. presunto ricavo 162.000 euro- metalli vari e alluminio 443 euro a T., presunto ricavo 58.000 euro- Vetro 39 euro a T., presunto ricavo circa 28.000 euro, per un totale complessivo annuo di ricavi presunti di ben 287.000 euro annuali che spalmati su 5 anni, fanno la bella cifra di quasi 1 milione e mezzo di euro, che invece di finire nelle casse del comune finisce nei bilanci del gestore privato.

Ma qualcuno potrebbe obiettare: ma se lo prevede il capitolato di appalto perché arrabbiarsi? Mi arrabbio perchè un siffatto capitolato è un vero e proprio autogol finanziario per il comune e per le tasche della comunità di cui i padroni del palazzo invece di eclissarsi per il disagio, senza alcun pudore si vantano pubblicamente e ne vanno fieri. Inoltre mi indigno perché nessun collega consigliere, dico nessuno, ha mai proposto di vederci chiaro inviando le carte alla Magistratura contabile come proposto più volte dallo scrivente. Tutto ciò premesso si chiede la revisione del capitolato di appalto per quanto riguarda i rifiuti riciclabili e la verifica capillare dello stesso con un’apposita commissione consiliare d’inchiesta avente il compito di inviare il resoconto alla Corte dei Conti per verificare la congruità economica tra la gestione privata con quella pubblica.

Il Consigliere Comunale Angelino Stella

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