La crisi uccide ancora: tragedia a Ceccano

Le scadenze economiche che diventano un’ossessione, la crisi che morde senza pietà, le speranze di farcela che si affievoliscono giorno dopo giorno. Poi la disperazione, che prende il sopravvento e suggerisce la soluzione finale, immediata, la fine di tutti i problemi. Il prezzo è elevatissimo: per zittire la mente che alimenta tutti quei pensieri che cancellano ogni traccia di serenità c’è una sola strada, quella della morte.

Forse è andata così anche per un sessantenne imprenditore e geometra ceccanese, trovato ieri senza vita nel garage di casa dalla sorella. A nulla sono servite le parole di incoraggiamento da parte di amici e parenti: «Resisti, una soluzione si troverà sicuramente». Le testimonianze d’affetto o di conforto, purtroppo, vengono immediatamente annientate non appena si accende la Tv, o si apre un giornale, e si legge di chi continua, nonostante tutto quello che è accaduto e continua ad accadere, a pretendere, spendere, spandere. Se questa tendenza non verrà invertita in modo veemente la mattanza continuerà, purtroppo.

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