Latorraca vs Ruspandini. “A Ceccano aria irrespirabile”

Scrivo queste righe più come cittadino di Ceccano che come segretario dell’Associazione Radicale Pier Paolo Pasolini della Provincia di Frosinone.
L’aria che si sta respirando a Ceccano in questi giorni è irrespirabile. Non mi riferisco solo alle polveri sottili che ci stanno lentamente ed inesorabilmente fiaccando ed ammalando, bensì all’inizio di una campagna elettorale che si prospetta cruenta.
Non sono un verginello per non sapere che qualche scorrettezza, furberia e colpo basso vengono messi in conto, ma, almeno dal mio punto di vista non sono ammissibili nè il mancato rispetto per le norme che regolano il processo elettorale (a cominciare dai manifesti abusivi e dalla raccolta firme per la presentazione delle liste) e nè il rispetto per le opinioni altrui.
Nel primo caso, probabilmente solo noi radicali abbiamo sviluppato una certa sensibilità in merito, perché pensiamo che dove vi sia strage di legalità vi sia anche strage di democrazia; sul secondo punto, da ceccanese mi consta denunciare degli episodi “fastidiosi”. Episodi che vedono protagonisti un candidato a sindaco, Massimo Ruspandini ed un giornalista, di cui mi onoro di essere amico, Antonio Nalli.
Breve contesto. Antonio Nalli qualche giorno orsono, pubblica, prima sul suo blog e poi su una testata locale online, una nota nella quale facendo una analisi politica, ritiene che nella prossima campagna elettorale vi è già un sicuro perdente: proprio Ruspandini.
Quest’ultimo, nonostante il potere mediatico accumulato negli ultimi anni, avrebbe avuto la possibilità di rispondere in mille modi differenti, ad esempio circostanziando le “accuse” e ribattendo colpo su colpo all’articolo di Nalli; invece, approfittando dell’evento organizzato da un suo contendente politico, inveisce pubblicamente nei confronti di Nalli, alla presenza di numerosi testimoni, prendendolo a male parole; non contenti di ciò, soggetti vicini a Ruspandini, fanno pervenire delle minacce “velate” ( a Ceccano se vince Massimo non avrai vita facile) sulla pagina facebook di Nalli come da quest’ultimo documentato.
Bene. Anzi male. Vorrei pubblicamente dire a Ruspandini, che questi metodi sono passati, vetusti, persino marci e che non è con l’intimidazione e l’offesa che si può sperare di vincere le elezioni, anzi si produce l’effetto opposto, anche perché si darebbe l’impressione di essere la continuazione e non l’alternativa, l’alternanza e non la discontinuità.
In virtù di questo, credo sia indispensabile un mea culpa e rivolgere, pubblicamente, delle scuse ad Antonio Nalli, altrimenti la più grande coalizione di sempre rischia di trasformarsi nella gioiosa macchina da guerra che portò Occhetto e company a perdere delle elezioni che sembravano già vinte a mani basse. Ad maiora.

Michele Latorraca

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