martedì 3 dicembre 2013 redazione@ceccano24.it

LETTERA APERTA DI UNA MAMMA agli organi direttivi ed amministrativi dell’Istituto Comprensivo di Ceccano

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera a firma della Sig.ra Maria Rita Liburdi.

“A seguito della lettura di un avviso consegnato a mio figlio dalla scuola primaria dell’Istituto comprensivo di Ceccano – Via G. Matteotti, relativo all’adesione ad un progetto musicale fuori dell’orario scolastico, ho chiesto presso la segreteria dell’istituto se la partecipazione al progetto fosse gratuita o a pagamento.
Mi è stato comunicato che il progetto è a pagamento come, del resto, gli altri servizi che l’istituto ha deciso di offrire agli scolari, oltre l’orario scolastico, che non possono essere coperti con le poche risorse della scuola. Da informazioni di qualche insegnante e genitore, invece, sembra che la partecipazione al corso musicale sia gratuita. A questo punto la domanda è inevitabile: ma l’istituto le risorse economiche le ha o non le ha? Di sicuro non ci sono soldi per il famoso kit da toilette, che ogni scolaro deve portare da casa, e prossimamente forse neanche (così dicono gli insegnanti) per la carta per le fotocopie, il gesso e altri materiali didattici. Sembra, però, che i fondi per i progetti integrativi non finiscano mai. Non che la cosa mi dispiaccia ma sarebbe il caso di fare un po’ di luce sulle politiche di bilancio dell’istituto.

Dall’inizio dell’anno scolastico è stato detto che, per carenza di soldi, non si riusciva ad assicurare il tempo pieno alla scuola primaria NEANCHE ad una classe per corso, nonostante le tante richieste delle famiglie. La scuola è riuscita comunque ad introdurre la “settimana corta”, novità positiva che però ha scopi diversi dal “tempo pieno”. Per il tempo pieno, si sa, non ci sono risorse e, pertanto, gli scolari di Ceccano se lo possono pure scordare. La scuola, inoltre, ha cercato di venire incontro alle esigenze delle famiglie organizzando alcuni servizi A PAGAMENTO: il pre-scuola ed il dopo-scuola. E’ stato consegnato alle famiglie un avviso dove venivano dettagliati i servizi suddetti: il “pre-scuola”, cioè l’entrata anticipata alle ore 7.50 pagando La TARIFFA mensile di € 30,00 a bambino; il “doposcuola”, cioè n. 4 rientri pomeridiani pagando la TARIFFA mensile di € 80,00 (o forse € 85,00, non ricordo bene), con la specifica che il servizio è attivabile solo con un numero MINIMO di 10 bambini. Un listino prezzi degno di una scuola privata!

In via di principio non sono contraria a forme di contribuzione privata nel settore pubblico. Ritengo, infatti, che i servizi completamente gratuiti non vengono apprezzati abbastanza, si danno per scontati e spesso sono la causa di disastri economici di cui poi tutta la collettività ne paga le conseguenze. In questo caso, però, le tariffe richieste dalla scuola mi sembrano un tantino eccessive. E’ giusto chiedere alle famiglie un equo contributo per servizi che non rientrano nell’orario ordinario ma, bisogna anche dire, che il pre-scuola è un servizio che di solito viene offerto da pressoché tutte le scuole a titolo gratuito. Il doposcuola, sicuramente, è più gravoso economicamente ma, tutto sommato, rappresenta un servizio sostitutivo del “tempo pieno” che NESSUNA scuola di Ceccano riesce, ahimè, ad organizzare.

Ho rinunciato, quindi, ad usufruire del servizio di pre-scuola trovando la tariffa relativa decisamente sproporzionata. Non riesco, infatti, a capire quali costi bisogna coprire con i 30 € a bambino dato che l’istituto è regolarmente aperto già prima delle ore 8.00 di mattina per consentire l’inizio delle lezioni sia per la scuola d’infanzia che per la scuola media (ore 8.00). E non mi si venga a dire, ad esempio, che il personale della scuola media o dell’infanzia non può essere utilizzato per i servizi della scuola primaria perché altrimenti viene giù tutta la bella impalcatura concettuale che regge la riforma degli “istituti comprensivi” . Riforma che ha donato soddisfazioni a molti, financo alla cittadinanza di Ceccano che ha potuto, infatti, riavere una scuola media nella zona alta della città. A mio modesto parere per il servizio di pre-scuola un contributo di € 10,00 a bambino (che usufruisce del servizio) sarebbe sufficiente per coprire qualche costo aggiuntivo per l’istituto, a meno che non si vogliano perseguire altri scopi. Ma questa, in fondo, è solo la modesta opinione, non richiesta, di una semplice mamma. Ho saputo che sono, ovviamente, solo due i bambini che usufruiscono del servizio pre-scuola le cui famiglie, evidentemente, non hanno trovato alternative ad un “contratto” sproporzionato. Rivolgo, quindi, un appello all’Istituto affinché il servizio di pre-scuola, ancorché esoso, non venga sospeso per colpa di qualche genitore troppo polemico.

Per quanto mi riguarda, ho presentato domanda per usufruire del dopo-scuola, come surrogato del tempo pieno, consapevole di dover pagare la tariffa prevista. Sono stata ampiamente informata che bisognava attendere l’iscrizione dei famosi 10 bambini per poter contare su una quantità sufficiente di risorse per coprire tutti i costi del servizio sostenuti dalla scuola. Ed al giorno d’oggi, in una scuola pubblica, dove li trovi 10 bambini che pagano 80/85 € mensili per il dopo scuola? Infatti ce ne sono solo 8, di bambini, ad aver fatto domanda. Dalla scuola fanno sapere che il servizio non sarà attivato. Qualche iscrizione in più forse ci sarebbe stata se fosse stato previsto un contributo più equilibrato, ad esempio € 50,00 mensili, secondo il modesto parere di una semplice mamma. Le risorse per il progetto musicale, però, ci sono. Alcune persone bene informate, non come me che capisco male le informazioni della segreteria, dicono che, se pure i soldi non ci sono, si troverà il contributo finanziario di uno sponsor. In pratica, il progetto musicale s’ha da fa’ per forza! Mi è pure venuta la curiosità di conoscere chi sono gli sponsor dei progetti e a quanto ammontano le loro liberalità.

A questo punto domando: perché la scuola che, con tanto zelo, trova sponsor per progetti di ordine secondario, non impiega lo stesso zelo per trovare sponsor per coprire i costi del tempo pieno o del dopo-scuola? Le decisioni di chi “comanda” a volte sembrano, per una semplice mamma, così lontane dal buon senso, così incomprensibili! Come, tanto per fare un esempio poco impegnativo, la decisione di chiudere il passaggio pedonale della scuola che consentiva agli scolari di poter evitare il traffico della zona pubblica (piazzale e strada) antistante l’ingresso principale. Una decisione, anche questa, incomprensibile giustificata con delle motivazioni che, per dirla pacatamente, sono una vera e propria offesa all’intelligenza. Dal giorno che le ho ascoltate sto pensando seriamente di proporre alle Autorità l’istituzione di un riconoscimento Honoris Causa in “PARAVENTAGGINE” (chiedo scusa per l’espressione gergale, in “francese” si comprenderebbe meglio). Le giustificazioni, infatti, riguardano la pericolosità di un cancello (a vederlo non si direbbe), per il quale bisogna scrivere al Comune ed aspettare quindi la sostituzione, e del “percorso” pedonale che non sarebbe “a norma” e qualcuno, pertanto, si potrebbe far male con grave pregiudizio per la scuola . A parte il fatto che la scuola dovrebbe avere una copertura assicurativa e che potrebbero essere affissi cartelli di avviso, laddove ci fossero dei pericoli, ho fatto notare che è meglio correre qualche rischio sul sentiero pedonale piuttosto che camminare tra automobili e pulmini all’uscita dell’ingresso principale.
Ma questa è solo la modesta, non richiesta e, ovviamente, vana opinione di una semplice mamma. Con tanti saluti”.

Maria Rita Liburdi

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