Maliziola potrà aprire uno spiraglio di luce (di Angelino Loffredi)

I cittadini di Ceccano hanno scelto come Sindaco della città Manuela Maliziola. Sono stato fra quelli che l’hanno votata non perché sia il male minore, ma perché nell’interno del groviglio di contraddizioni lasciato dalla maggioranza uscente può aprire uno spiraglio di luce. Eppure il sentimento che accompagna questo risultato è sintetizzabile in questa affermazione ” Pericolo scampato “. Si, c’è tanta verità in questo tam-tam secco e insistente che ho sentito formicolare nelle mie orecchie.

Cosa è successo ? Confesso che non sono in grado di spiegarlo fino in fondo eppure è necessario che qualcuno butti un sasso nello stagno della ritualità e della banalità per evitare di riproporsi il dominio del “trionfalismo trionfante” di coloro che non amano avventurarsi nella ricerca delle criticità e sono allergici a evidenziare problemi che rimangono aperti.
Ceccano ha dato fiducia alla Maliziola. Un dato positivo che merita di essere guardato in profondità. Chi vuole vederci meglio deve fare i conti con i risultati del primo turno: le due coalizioni di destra (Ruspantini e Stella) prevalgono sulle coalizioni di centro sinistra (Maliziola- Cerroni): 7680 le prime, 6960 le seconde. In termini percentuali le destre arrivano al 50% le sinistre al 45,41%. La lista di Idee in Movimento aveva annunciato la sua estraneità al voto di ballottaggio.

Ai miei compagni separati, agli uomini di sinistra, sicuramente i dati che metto in evidenza risulteranno sgradevoli ma cosi sono e non sono stato io a determinarli. La destra aveva due coalizioni in lizza, divise e contrapposte: una capeggiata da Ruspandini che strillava, assicurava incrollabili certezze di supremazia, offendeva, aveva alle spalle consulenti e grandi disponibilità finanziarie. L’altra, guidata da Stella, uomo che da dieci anni faceva opposizione in modo, forse, velleitario, discutibile, ma con coerenza e senza cedimenti. Costui è stato sostenuto da tre liste composte da uomini che avevano collaborato con Ruspandini e dopo dieci anni sono stati delusi e ingannati. Una coalizione che al contrario dell’altra non ha usufruito di ingenti disponibilità di mezzi e di finanza.
La Maliziola pur di fronte ad un assenteismo del 7% fra il primo e il secondo turno e ad una incerta dichiarazione di voto da parte del circolo cittadino de PD, va oltre il bacino elettorale della sinistra ed arriva a 7750 voti. Al contrario i voti della destra da 7680 a Ruspandini ne arrivano solo 6114.
Per la seconda volta questo sedicente politico, figlio delle fortunate circostanze conduce la sua area di riferimento alla sconfitta.

Prego tutti, comunque, di non additare Ceccano come una Stalingrado rossa. Lasciamo quindi questo linguaggio surreale ai ruspandiniani.
Il successo elettorale della Maliziola gode di parecchi apporti, primo fra tutti del nucleo politico originario che l’ha sostenuta sin dal primo turno, poi di una componente notevole di elettori del PD che pur privi di un fermo e chiaro indirizzo cittadino si è auto – orientato verso la Maliziola. Infine c’è un’area moderata e di destra, silenziosa e riflessiva, infastidita dei metodi, del linguaggio, dei riti, del gigantismo di Ruspandini, oltre che della sua inconsistenza decennale nel Consiglio Comunale e dei tre anni da assessore provinciale: fuggiasco sui temi dell’ATO, incapace di relazionarsi con il Comune di Ceccano per fronteggiare l’inquinamento del Sacco e lo smantellamento dell’Ospedale.
Ora cosa succede? verranno nominati assessori nuovi. Ma la incalzante domanda che arriva riguarda “per quanto tempo”? Nessuno è in grado di dare una risposta. Dipende dalle capacità amministrative dei futuri assessori, dalle loro capacità di studiare, approfondire; da come sapranno lavorare insieme, senza compromettersi in logiche assessorili. L’altra domanda insistente è quella che chiede: la Maliziola sarà in grado di fronteggiare i vecchi marpioni come Montoni, Terenzi ecc.? Caratterialmente si. Anzi!. Per esperienza e senso pratico dovremo aspettare.
Chi scrive non crede negli uomini forti, non aspetta il Messia, non ama il Presidenzialismo ingannevole strumento di governo che ha allontanato i cittadini dalle Istituzioni. Mi sento vicino a chi pratica la discussione critica, la collegialità e predilige il collettivo. I miei punti di riferimento sono, dunque, il Sindaco, il Consiglio Comunale e i partiti rinnovati che rifiutano l’obbedienza e la devozione al capo di turno e la sostituiscano con la discussione e le scelte collegiali.

Negli ultimi anni ho guardato con sempre maggiore disincanto e scetticismo ai programmi elettorali, a volte lunghi elenchi di buone intenzioni spesso successivamente dimenticati. Sono più interessato ai modi con cui si realizzano, primo fra tutti la trasparenza e la partecipazione, strumenti e valori da ricuperare e da riaffermare. Da questo punto di vista la Giunta uscente ha parecchio da farsi perdonare. Il vecchio motto latino ” Non basta che la moglie di Cesare sia onesta, deve anche mostrarsi tale, essere cioè al di sopra di ogni sospetto ” è sempre e in ogni luogo valido.
A me piacerebbe che i Ceccanesi potessero vedere in diretta le sedute del Consiglio Comunale per giudicare i loro amministratori. Mi piacerebbe collegarmi con il sito del comune per conoscere delibere, determine, rilascio concessioni, autorizzazioni, bandi. Aspetto che un assessore tutti i giorni si incontri con la stampa e dica quello che amministrativamente bolle in pentola, dimostrando conoscenza, pazienza verso le richieste scabrose, disponibilità e senso civico. Sono cose che non costano niente. E’ necessario che la trasparenza venga concretamente praticata e si affermi come valore. Un significativo messaggio che il cittadino aspetta.

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