12 settembre 2013 redazione@ciociaria24.net

Questione ACEA: il sindaco Maliziola precisa

Il Sindaco Maliziola, in merito agli articoli apparsi nei giorni scorsi sui quotidiani locali, precisa quanto segue.

La sottoscritta, prima di essere eletta Sindaco di Ceccano, si è sempre occupata di quelle che fossero le esigenze primarie dei cittadini, in particolare delle problematiche legate al servizio idrico ed alla gestione ACEA, in quanto Presidente provinciale di una associazione dei consumatori.

Proprio in tale veste, ed a prescindere da qualsiasi strumentalizzazione politica, ho sempre combattuto affinchè i cittadini non solo di Ceccano, ma dell’intera provincia di Frosinone potessero avere dal gestore Acea Ato 5 i servizi dovuti e soprattutto pagati( es. puntuale erogazione del flusso, lettura dei contatori, fatturazioni, potabilità dell’acqua, la richiesta e apposizione di filtri antiarsenico ecc…), ossia si garantisse all’utenza qualitativo e quantitativo così come previsto da quanto riportato nella Carta dei servizi .

Tutto ciò contestando puntualmente all’Acea i loro inadempimenti e soprattutto prodigandomi affinchè i problemi degli utenti consumatori venissero, senza strumentalizzazioni di alcun tipo, risolti.

Sempre nell’ottica della responsabilità e nell’interesse dei cittadini, sin dai primi giorni del mio insediamento come Sindaco, ho preteso riunioni settimanali con il gestore per risolvere fattivamente questioni molto importanti presenti sul territorio comunale, quali ad esempio le innumerevoli perdite, mancata erogazione del flusso idrico in diverse zone, soprattutto nei mesi estivi, la richiesta di monitoraggio per la qualità dell’acqua e degli interventi migliorativi per l’ottimizzazione del “bene” acqua.

Ho sempre partecipato attivamente alle Assemblee dei Sindaci dell’Ato 5 facendomi portavoce, anche in tale sede, dei problemi dei cittadini legati alla gestione del servizio idrico e sostenendo con forza la necessità di una risoluzione contrattuale nel caso in cui perdurassero gli inadempimenti dell’ ente gestore.

E proprio in quest’ottica, ben conscia che eventuali azioni legali nei confronti del gestore devono essere supportate da valide argomentazioni tecnico giuridiche per sconfiggere Acea in tribunale.

Ho proposto, nella scorsa Assemblea dei Sindaci una mozione sottoscritta da altri sindaci che diceva alla segreteria tecnica operativa di rimettere entro 60 giorni una dettagliata relazione dalla quale emergano:

  1. gli inadempimenti contrattuali nell’erogazione del servizio (interruzioni della fornitura, ritardo nelle manutenzioni ordinarie, ecc.), distinti per ciascun comune, con particolare riferimento ai livelli ed agli standards prestabiliti nella convenzione con il soggetto gestore;
  2. le intimazioni ad adempiere inviate al gestore ai sensi dell’articolo 30 della convenzione per la gestione del servizio idrico, distinte per ciascun comune, con indicazione del termine entro il quale il soggetto gestore ha adempiuto;
  3. una valutazione, con dati riferiti a ciascun comune, sugli investimenti realizzati, in rapporto al piano di investimenti che il gestore era tenuto a realizzare;
  4. il rispetto da parte del gestore della Carta dei servizi e del Regolamento Idrico;
  5. l’esame della sussistenza delle fattispecie di inadempimento, legittimanti l’incameramento della cauzione e l’avvio delle procedure di risoluzione contrattuale di cui all’art. 34 della convenzione per la gestione del servizio idrico.

DIFFIDANO

La Segreteria Tecnica operativa a rimettere il termine di 60 giorni la relazione richiesta, invitando il Commissario Straordinario dell’Amministrazione Provinciale e la Consulta d’Ambito ad attivarsi e vigilare affinché la Segreteria Tecnica Operativa rispetti il termine predetto.

SI RISERVANO

sulla base delle valutazioni tecniche effettuate dalla Segreteria Tecnica Operativa di avviare, laddove sussistano i presupposti tecnici e giuridici, con successiva decisione il procedimento di risoluzione contrattuale di cui all’art. 34 della convenzione per la gestione del servizio idrico.

La relazione dello stato attuale , comune per comune, delle inadempienze e richieste, cosa ben diversa da un parere proveritate, e soprattutto redatta dall’unico organo legittimato ai sensi dell’art. 10 della Convenzione per la gestione del servizio idrico.

Pertanto, il primo passo da fare , nell’interesse dei cittadini, è avere tale dettagliata comunicazione da parte della STO, che ci consenta , documenti alla mano la risoluzione contrattuale ai sensi dell’art.34 della Convenzione.

Inoltre, stante la pendenza di ricorsi al TAR presentati dalla Provincia, si è ritenuto attendere le imminenti decisioni degli stessi, tempo che non decorrerà infruttuosamente in quanto verrà utilizzato dalla STO per fornire la documentazione richiesta.

Pertanto qualsiasi attacco nei miei confronti e nei confronti dell’Amministrazione da me rappresentata deve ritenersi pretestuoso e strumentale .

A tal proposito vorrei ricordare la proposta avanzata dai socialisti nella persona del già sindaco Antonio Ciotoli, il quale, nel 2011, in Assemblea dei Sindaci aveva proposto l’articolazione della tariffa ad euro 0,71, tariffa equa e che scaturiva da una serie di calcoli e che, se votata, avrebbe in primis adempito a quanto prescritto dal TAR, in merito all’attribuzione della tariffa per il nostro ambito territoriale ed inoltre avrebbe indotto il gestore ad andare via.

Alla luce di quanto detto, è mia intenzione andare avanti con coscienza e responsabilità tutelando i miei cittadini nelle opportune sedi, senza esporli ad avventati rischi finanziari.

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