mercoledì 1 febbraio 2012

Ragazza pestata dalla baby gang, indagini a buon punto

Si attendono da un momento all’altro i provvedimenti restrittivi dell’autorità giudiziaria per i giovani che l’altra notte in via Villanza, a Ceccano,  hanno selvaggiamente picchiato una ragazza che tentava di rientrare a casa, causandole gravi lesioni soprattutto al volto. I carabinieri avrebbero portato a termine le indagini, individuando in maniera abbastanza certa gli autori dell’atto di inusitata violenza: secondo alcune indiscrezioni, la bravata sarebbe nata dopo una delle tante “pezze” cui ormai tanti adolescenti sono abituati.

Pericolosi cocktail di alcol e sostanze stupefacenti trasformano ragazzi normalmente tranquilli in individui agitati, capaci di atti incontrollati e feroci come quello dell’altra notte a Ceccano. Spesso gruppi di ragazzi ceccanesi partono in treno per Roma per andare a partecipare airave organizzati nella periferia della capitale, dove è possibile consumare droghe di ogni genere.

L’estrema crudeltà e ferocia dell’episodio di via Villanza,  in cui addirittura sarebbero state le ragazze a picchiare nel modo più violento, chiede agli adulti di Ceccano di prendere coscienza di ciò che sta avvenendo. Troppi episodi ormai ci dicono che un notevole numero di ragazzi della nostra cittadina vive ai confini con la legalità e qualche volta li oltrepassa, senza rendersi conto della pericolosità di tali azioni e delle devastanti conseguenze che ne possono derivare per la vita degli altri e per la loro.

A questo punto, non è più soltanto una questione di polizia, che pur deve intervenire, o di telecamere del comune, inspiegabilmente spente da mesi e che vanno immediatamente riattivate: si tratta piuttosto di una cultura, di un modo di pensare che si va diffondendo e contro il quale tutto il mondo degli adulti,  che in qualche maniera hanno una responsabilità educativa,  deve organizzare una linea di difesa prima che per questi ragazzi sia troppo tardi. Per troppo tempo, si è tollerato, si è fatto finta di non vedere.

Ora c’è il sangue, ci sono le ferite di una ragazza. Cos’altro di deve attendere?

Pietro Alviti’s  Weblog