28 settembre 2016 redazione@ciociaria24.net

Ruspandini spiega alla città perché il «PRG di Ceccano è una sfida cruciale»

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa contenente alcune dichiarazioni del Vice Sindaco di Ceccano, Massimo Ruspandini.

«“La rimodulazione del Piano regolatore di Ceccano per la nostra Amministrazione è una sfida cruciale!”. Ne è pienamente convinto il Vice Sindaco, Massimo Ruspandini, che oltre ad avere la delega ai Lavori Pubblici, nell’ultima seduta di Consiglio ha dimostrato di avere idee molto chiare al riguardo. “Non è possibile che casolari abbandonati o rurali in altre regioni, come la Toscana, l’Umbria o le Marche, possano essere venduti a suon di milioni e qui invece utilizzati solo come depositi di legname o ripari per i trattori”.

Una fotografia davvero emblematica della scarsa valorizzazione maturata in anni di abbandono del patrimonio immobiliare, non solo rurale, di tutta Ceccano, dove “oggi si paventa una cruciale sfida – dice Ruspandini – per riarmonizzare l’intero territorio, davanti alla quale lo stesso Sindaco ha inteso concepire il suo mandato in modo diverso rispetto a quanto negli anni scorsi si è visto”.

Quella che per il Vice Sindaco fabraterno è “da superare”, è “l’idea antica che ha visto edificare a Ceccano case a più piani, perché ogni famiglia ha mantenuto radicata l’idea che i propri figli e persino i nipoti avrebbero dovuto vivere nel posto di origine, ma oggi lo vediamo il mondo non è più così”. E proprio ragionando su quelle che sono le nuove dinamiche socio-economiche, Massimo Ruspandini ha inteso ribadire che “oggi per Ceccano va sviluppata e condivisa una pianificazione armonica, e che la politica la deve accogliere e sostenere come sfida collettiva di tutti i membri del nostro Consiglio comunale”. L’impegno ribadito da Ruspandini è quindi orientato ad “individuare come portare avanti la rimodulazione del Piano Regolatore Generale di Ceccano” che, di norma, avrebbe dovuto essere riaggiornato ogni dieci anni, ma dal 1993 ad oggi questo non è stato mai fatto e su Ceccano pendono 23 anni di ritardo».

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