Savoni: con Ruspandini per far rinascere Ceccano

A Ceccano, a differenza di quanto accaduto nella maggior parte dei Comuni della provincia di Frosinone, l’Udc ha scelto di stare con il Popolo della Libertà. L’accordo non è stato sottoscritto affrettatamente o d’impulso, come vogliono far credere alcuni addetti ai lavori. Essendo al contrario il frutto di una riflessione seria ed approfondita.

Per il nostro partito stiamo infatti lavorando ad un progetto che si concluderà con le elezioni politiche del prossimo anno: inizialmente, con la mia candidatura alle Provinciali, siamo partiti con un simbolo che a Ceccano rappresentava una manciata di voti (circa 200). Quindi, dopo aver ottenuto quasi 700 preferenze personali, con tutto il partito abbiamo iniziato un percorso nuovo, tuffandoci nel cuore del territorio ed affrontando le sue problematiche, e, per capire bene cosa avremmo voluto e dovuto fare da grandi, abbiamo cominciato anche ad organizzare incontri con la gente in ogni zona di Ceccano.

Dopo tante riflessioni abbiamo capito che la mia candidatura a sindaco sarebbe stata prematura, quindi dopo gli incontri con i diversi candidati a sindaco (alcuni non li abbiamo nemmeno voluti sentire) abbiamo compreso che l’unico che avrebbe potuto rappresentare una rottura definitiva con il passato sarebbe stato Massimo Ruspandini, il quale sa di avere una grande opportunità e nello stesso tempo la responsabilità di espugnare quella che da tutti è considerata come una “roccaforte rossa”. Con Massimo siamo stati tante volte avversari, ma la nostra maturità e le nostre diversità questa volta hanno fatto sì di poter raggiungere un accordo storico (basato sui programmi e non sulle promesse di poltrone).
L’Udc a Ceccano è stato rinnovato profondamente, e subito dopo le elezioni verrà costituito un nuovo coordinamento, nel quale tutte le persone che stanno partecipando attivamente rappresenteranno la forza propulsiva dello stesso.
Come caposaldi del nostro programma abbiamo posto temi cruciali quali il sociale, la famiglia (che è al centro delle nostre attenzioni e fulcro di tutte le nostre iniziative); gli anziani; la riqualificazione di alcune strutture non utilizzate su cui è stato investito il denaro pubblico; la riorganizzazione della macchina comunale a partire dagli uffici, che sono il “cuore” dell’amministrazione, una macchina comunale che a causa di quanto accaduto nell’ultimo ventennio ha perso quella vitalità indispensabile per raggiungere gli obiettivi che sicuramente sono invece alla nostra portata.
Ma per fare tutto questo – ha concluso Savoni – abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente, perché quella che adesso ci governa si è appiattita o forse non è più in grado di stare al passo con i tempi.

Rimbocchiamoci le maniche quindi: abbiamo meno di due mesi per cambiare il destino della città almeno per i prossimi 10 anni.

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