martedì 8 ottobre 2013 redazione@ceccano24.it

Si scrive Videocoop, si legge voglia di riscatto dei lavoratori. Avrà sede a Ceccano

“Le politiche attive sul lavoro, fatte di formazione, reinserimento professionale, sostegno all’innovazione nelle imprese e alla nascita di startup sono lo strumento per uscire dalla crisi e avviare una nuova economia del territorio. A testimoniarlo c’è la cooperativa Videocoop, nata dalla voglia di riscatto di alcuni ex-lavoratori della Videocon”. A dichiararlo è Daniela Bianchi, consigliera regionale del gruppo per il Lazio, in occasione della festa del volontariato di Ceccano. L’iniziativa, organizzata dal Comune, si è svolta alcuni giorni fa presso la mediateca della città a cui ha preso parte anche l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio Rita Visini

“La Videocoop avrà sede a Ceccano, e raccoglierà le esperienze lavorative di operai che, con coraggio, hanno voluto puntare su se stessi – continua Bianchi. Gli ex-dipendenti dell’azienda di Anagni in questi mesi hanno lavorato alla nascita di una cooperativa che si occuperà principalmente del recupero di materiale elettrico. Un percorso che ho sostenuto e accompagnato, convinta che l’unico modo per rilanciare la provincia sia puntare sulle politiche attive del lavoro. Con gli assessorati regionali al Lavoro e allo Sviluppo abbiamo messo a disposizione di questi lavoratori tutti gli strumenti necessari per avviare la loro idea di impresa, grazie alle opportunità offerte dai fondi europei. Una sfida che la Regione sta vincendo, mettendo a frutto nei prossimi mesi ben 235 milioni di euro per il sostegno alle startup, alla green economy  e al credito d’impresa. Ora – prosegue il consigliere regionale – abbiamo la grande occasione di riscrivere il presente e il futuro di questa terra, e la Videcoop può essere il primo tassello di questa nuova storia, fatta di audacia e consapevolezza delle proprie capacità. Per  questo, metto a disposizione il mio ruolo e il mio staff tecnico a  tutti coloro che, dipendenti o non della Videocon, vogliono seguire l’esempio della Videocoop e impegnarsi in un progetto d’impresa”.

Soddisfatto anche Daniele del Monaco, presidente della Legacoop di Frosinone: “Sono contento che finalmente la Regione Lazio stia abbandonando l’idea di ridurre il disagio sociale esclusivamente attraverso misure di supporto passive, come il sostegno al reddito, ed invece stia puntando decisamente all’utilizzo dei fondi per le cosiddette “politiche attive” finalizzate a promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo soprattutto attraverso la creazione di nuova imprenditorialità. Se lavoriamo tutti insieme per questo, l’ottimismo della volontà potrà vincere sul pessimismo della ragione e sarà possibile avviare processi virtuosi come quelli della coop. sociale Videocoop che è il risultato di sinergie tra Regione Lazio e stakeholders locali. Di questo devo ringraziare la consigliera Daniela Bianchi che sta creando le premesse affinché tutto questo accada”.

Bianchi ricorda anche l’importanza del terzo settore nella società italiana, un comparto che secondo i dati Istat è l’unico in forte crescita, nonostante la crisi economica, con incrementi del 39% degli addetti negli ultimi dieci anni. “Questi numeri – afferma – ci segnalano che il terzo settore in Italia ha ormai assunto un ruolo fondamentale per l’intera società e non può essere più ignorato dalla politica. Una cittadinanza attiva e solidale che crea lavoro, sviluppo e contribuisce a costruire un welfare migliore, più attento alle persone in difficoltà. In Regione stiamo lavorando sia ad una nuova legge sul Servizio Civile e  sia ad una legge sul sistema dei servizi sociali adottando il metodo della sussidiarietà circolare, coinvolgendo direttamente gli operatori nella costruzione delle politiche sociali. Un esempio di questo nuovo approccio è l’iniziativa “Tutti inclusi”, che alcune settimane fa ha chiamato a raccolta associazione, enti, imprese per scrivere assieme la nuova legge sul sistema integrato dei servizi sociali. Il mio impegno – conclude la consigliera- è che, come richiamato da questa iniziativa, le politiche sociali siano parte dello  sviluppo economico. Contributi importanti possono arrivare  sia dalla  regolamentazione degli enti non profit, ormai vere e proprie aziende, e sia dell’abbandono di politiche assistenzialistiche e passive per avviare interventi attivi di reinserimento lavorativo anche e soprattutto con l’autoimprenditorialità”.

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