sabato 16 novembre 2013

“Usciamo dall’euro e torniamo alla lira”: Angelino Stella spiega perché e come fare

Mozione/Al Sindaco/Presidente del C./Assessori/consiglieri/Ceccano

Oggetto: l’euro ci sta affamando. Usciamo dall’euro a gestione Germania.

Da giovane adolescente ero un tifoso accanito degli Stati Uniti di Europa, tanto che quando andavo a zonzo in Europa del Nord, mi arrabbiavo di brutto nel dover esibire ogni volta il passaporto ad ogni confine e sognavo l’unificazione tra i popoli. Con il passare degli anni questo sogno pian piano si è avverato su alcuni diritti fondamentali:il libero scambio di merci, la libera circolazione delle persone, univocità di alcune leggi fondamentali per la democrazia e la pace tra i popoli europei. Ma con l’avvento del patto stilato a Maastricht nel 1992 sul percorso dell’unificazione anche monetaria tra gli stati membri della UE, iniziarono i guai. Tale percorso definito nel 1999, impose la moneta unica ai paesi membri indicando altresì il cambio ufficiale tra le monete nazionali con 1 euro. E qui arrivarono i veri guai.

Il governo Italiano guidato da Prodi, dopo un tira e molla durato mesi accettò in modo maldestro e incauto per l’economia nazionale e per le nostre tasche, il cambio a 1936,27 con un euro nel 1999. Un errore gravissimo che si ripercosse subito sulle buste paghe dei lavoratori con  un potere di acquisto quasi dimezzato. Un cambio invece a 1500/ 1600, avrebbe conservato ricchezza agli italiani ed oggi saremmo tutti più felici, anche a costo di  minacciare l’uscita dall’unità monetaria, come di fatto fece l’Inghilterra conservando la sterlina e di fatto la propria ricchezza. A tale arrendevolezza mostrata dal governo Prodi, verso i poteri forti finanziari e politici europei, seguì il mancato controllo dei prezzi con l’avvio dell’euro, nel 2002, del Governo Berlusconi, tanto che per molti servizi e per tanti alimenti che costavano 500 o mille lire si arrivò a spendere la cifra tonda di un euro. Tali errori macroscopici dimezzarono il potere di acquisto degli stipendi degli italiani, che non potevano essere assolutamente difesi, con il cambio euro/lira a 1936,27.

Chi prima guadagnava 1 milione e mezzo di euro era considerato quasi benestante, con l’avvento dell’euro si ritrovò 750 euro in tasca e di colpo diventò quasi un poverello. Questi gravi errori della politica Italiana nel farsi fregare dai paesi più forti, Germania in testa sono proseguiti negli anni, tanto che mediocri burocrati della UE, ogni giorno danno bacchettate ai nostri governanti, che impauriti tagliano in modo indiscriminato servizi essenziali, come i posti letto ospedalieri,le risorse per i portatori di handicap, o per la disoccupazione giovanile ed il lavoro in generale. Di contro ogni anno aumentano le tasse che stanno mettendo in ginocchio famiglie ed imprese. Non dimenticando le pensioni di anzianità che con la mannaia del micidiale duo, Monti/Fornero, sono diventate un vero incubo per i lavoratori, costretti a lavorare fino a 70 anni a danno dei giovani che non troveranno mai un’occupazione.

Queste sciagurate scelte guidate dalla UE vanno avanti ancora con il Governo Letta e tutti gli indici economici Italiani del 2013, hanno il segno negativo. Il rilancio non si fa con i tagli ma con gli investimenti e l’Italia per farlo deve sottrarsi al cappio sia del 3% annuo di sforamento dei propri conti che del cambio euro/dollaro troppo alto per le imprese italiane non più concorrenziali sui mercati mondiali. Pertanto lo scrivente chiede al consiglio di dare un segnale forte alle istituzioni sul tema. Siamo stufi di essere sottomessi di fatto alla Germania e al suo SPREAD. Questa nazione nell’ultimo secolo, con due guerre ha cercato di sottomettere l’Europa e per nostra fortuna venne sconfitta. Ma non potendone fare un’altra, ha pensato bene di sottomerci tutti con il potere politico finanziario.

Allora prima che tolgano il servizio sanitario nazionale gratis per tutti, ci abbassino stipendi e pensioni, portandoci quindi alla povertà e all’indigenza, riappropriamoci della nostra moneta nazionale, svalutiamola del 30% ed inondiamo il mondo di  nuovo di Made in Italy, anche a costo di fare 2/3 anni di sacrifici con serenità, sapendo “che a nuttata adda passà”. Invece così passeranno altri 20 anni di libertà finanziaria vigilata fatta di lacrime e sangue e la “maestrina” Merkel, continuerà imperterrita a dare sonori ceffoni alla classe politica italiana, con supponenza e arroganza e noi popolo bue, da ordinato gregge belante non diventeremo mai dei leoni incazzati. Per le motivazioni suindicate, chiedo formalmente votazione per l’uscita dell’Italia dall’euro con il ritorno alla lira, con approvazione di un ODG da inviare al Governo ed al parlamento.

Ceccano 16/11/13

Il Capogruppo consiliare “Per la Gente”
Angelino Stella

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