venerdì 22 febbraio 2013 redazione@ceccano24.it

Valle del Sacco: il Codici aderisce al ricorso in Cassazione del Pm per abnormità

Disastro della Valle del Sacco: il processo era partito il 30 giugno presso il tribunale ordinario di Velletri. Il Codici si è costituito parte civile per difendere gli interessi di tutti quei cittadini che hanno subito le conseguenze della contaminazione del latte prodotto e distribuito negli anni 2003 e 2004 a seguito dello sversamento illegale nel fiume Sacco di sostanze altamente inquinanti. Tali sostanze erano presenti in una concentrazione 2000 volte superiore ai limiti imposti dalla legge. E infatti dalle analisi ematiche in alcuni cittadini si riscontrarono alti valori di cadmio, mercurio e piombo rispetto ai valori normali di riferimento – sostanze responsabili dell’insorgenza di varie forme tumorali – e di beta-esaclorocicloesano.

Dalle indagini effettuate emerse che il veterinario della Asl RM/B ed il direttore dello stabilimento della Centrale del Latte fossero a conoscenza che il latte prodotto da allevatori della zona incriminata fosse inquinato da altissimi valori di beta – esaclorocicloesano, ma non provvidero al ritiro dal commercio dell’alimento, né a segnalare l’anomalia agli organi sanitari competenti.

I consumatori del latte della Centrale hanno così continuato ad assumere un prodotto altamente nocivo per la salute. Il beta – esaclorocicloesano, infatti, è una sostanza non escretabile tramite le normali vie metaboliche, gli HCH vengono rapidamente assorbiti dal tratto gastrointestinale e, in caso di gravidanza, dalla placenta, con la conseguente contaminazione del feto. Gli effetti di tale molecola sull’organismo umano sono quindi devastanti: studi scientifici fanno riferimento, inoltre, a danni sul SNC, sugli ormoni e sulla tiroide.

Il processo è andato avanti, ma non nel migliore dei modi: dopo decine e decine di udienze, a motivare uno stop è intervenuto un vizio di notifica da parte della difesa. Non era presente il PM titolare dell’inchiesta ed il Giudice ha accolto l’eccezione. Purtroppo c’è stata una generale e grave disattenzione che ha portato alla mancata indicazione dei responsabili.

Ma ora la vicenda va avanti legalmente. “Il Codici si è impegnato fin dall’inizio nella difesa dei cittadini di Valle del Sacco – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – è importante condannare i responsabili di tale disastro ambientale, attraverso un processo regolare e privo di vizi. Per questo il Codici aderisce al ricorso in cassazione del PM per abnormita”

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